Approvato il Dl agosto: “Misure anti-Covid fino al 7 settembre”

Approvato salvo intese il decreto Agosto. Ed era ora, verrebbe da dire. Con questo dl il governo arriva a quota 100 miliardi destinati per occupazione, famiglie, imprese, lavoratori dall’inizio della pandemia. Sono nello specifico 25 miliardi a disposizione del Paese. Tra le misure: tasse rinviate ad aprile del 2021 per le partite Iva. Esonero Tosap. Cancellata rata Imu per cinema, teatri e musei. Dodici miliardi vengono “messi” sul lavoro, tra questi spiccano altre 18 settimane di cassa integrazione. Quattro mesi di sgravi contributivi al 100%. Contributi a fondo perduto per attività commerciali dei centri storici. Importanti misure per le imprese: al comparto auto andranno 500 milioni. Aumentano le pensioni di invalidità e inabilità al 100% a partire dai 18 anni. Queste saliranno a oltre i 600 euro per 13 mensilità.

“Con il dl Agosto abbiamo approvato misure significative, stanziando nel complesso a 100 miliardi, un provvedimento con cui tuteliamo l’occupazione, sosteniamo lavoratori ed imprese, alleggeriamo scadenze fiscali, aiutiamo regioni, enti locali e Sud”, ha esordito il premier Giuseppe Conte. Che poi ha aggiunto: “Con il Dpcm approvato questa sera abbiamo concordato nuove misure. Sarà in vigore dal 10 agosto al 7 settembre. Ci sarà la proroga sino al 7 settembre delle misure precauzionali minime: obbligo di mascherine, distanziamento di un metro, divieto di assembramento, lavarsi le mani frequentemente”. Ma partiamo dall’inizio.

La cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti

Le imprese potranno licenziare solo al termine della cassa Covid, prorogata di 18 settimane, o dei 4 mesi di sgravi contributivi alternativi. Quindi se le aziende utilizzeranno la Cig dal 13 luglio in maniera continuativa non potranno licenziare fino al 16 novembre. Le imprese che hanno utilizzato la cassa Covid a maggio e giugno e non ne hanno chiesto una proroga beneficeranno dell’esonero totale dei contributi previdenziali per un massimo di 4 mesi: per questo periodo anche per loro vale il blocco dei licenziamenti. Sarà riconosciuta la Naspi per chi firma un accordo collettivo per l’uscita. Ci saranno anche sei mesi di sgravi al 100% per assunzioni a tempo indeterminato e tre mesi per assunzioni a tempo determinato di lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti balneari.

Sostegno al comparto automotive

Poi si contano fondi destinati anche al trasporto aereo, settore martoriato dalla crisi. La costituzione della newco pubblica per Alitalia sarà “ai soli fini dell’elaborazione del piano industriale”, con un capitale sociale da 10 milioni. Se però la commissione Ue non darà il via libera al piano, la società sarà posta in liquidazione. Nel decreto entra anche la norma per estendere ai lavoratori AirItaly la cassa integrazione già prevista dai precedenti provvedimenti per altre categorie e da cui i quasi 1.500 lavoratori sono attualmente esclusi perché la compagnia è in liquidazione. Sul fronte auto il governo metterà sul piatto altri 500 milioni di incentivi per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di CO2. Mentre 90 milioni andrà all’erogazione di contributi per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Il capitolo cashback

Sono invece in calo le risorse destinate a sostenere la ristorazione italiana che potrà contare su un fondo da 400 milioni a cui potranno accedere soltanto le aziende che registrano cali di fatturato e che acquistano prodotti da filiere al 100% made in Italy. Valgono invece 1,5 miliardi i fondi stanziati per il 2021 per i meccanismi di cashback (ovvero di rimborso automatico, ndr) pensati per stimolare i pagamenti elettronici, mentre per il 2020 non sono ancora state individuate le coperture. Potrebbe ancora rientrare il rimborso per chi paga al ristorante con carta di credito ma sembra ormai destinato a saltare il bonus consumi esteso anche ad arredo, abbigliamento e calzature.

Sgravi per il turismo

Poi il capitolo turismo. Non lo nascondiamo che si tratta di uno dei settori più in sofferenza. E nel dl Agosto arrivano sgravi contributivi ad hoc. Viene esteso l’esonero dal versamento dei contributi – per massimo 3 mesi – anche alle assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo. In caso di trasformazione a tempo indeterminato si applica la decontribuzione prevista per le altre aziende, cioè uno sgravio totale per 6 mesi fino a un massimo di 8mila euro annui riparametrato su base mensile.

Rilancio per il Sud

In fine il Mezzogiorno. La parola d’ordine è: rilancio per il Sud. Far emergere il lavoro sommerso e attirare investimenti esteri, anche delle imprese italiane che avevano delocalizzato. Si tratta di un pacchetto che riguarda 500mila aziende. In arrivo un’agevolazione del 30% dei contributi previdenziali per tutte le aziende che operino nel meridione, dal 1 ottobre al 31 dicembre 2020. Negli anni successivi, previa autorizzazione della Commissione europea, la decontribuzione sarebbe del 30% fino al 2025, del 20% fino al 2027, del 10% fino al 2029.

Riforma del Csm

Obiettivo della riforma varata oggi dal Consiglio dei ministri è “scardinare le degenerazioni del correntismo”, ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante la conferenza stampa. “Sono orgoglioso di questa riforma del Csm, è una riforma molto importante per la magistratura italiana. “Alla luce degli scandali che abbiamo visto, questa riforma è un passo importante per ricostruire la credibilità”.

Aumenta il numero dei togati: 20. Mentre i membri laici saranno dieci. Sono previsti 19 collegi territoriali, con un sistema maggioritario uninominale a doppio turno col secondo turno a distanza di due giorni. “Per evitare logiche spartitorie quando si formano le commissioni prevediamo il sorteggio. C’è un riforma della sezione disciplinare: i membri effettivi dovranno dedicarsi quasi esclusivamente a quella sezione e non potranno partecipare ad altre commissioni come sulle nomine”.

“Per ogni collegio territoriale stabiliamo un minimo di candidature e garantiamo la parità di genere. È fondamentale perché la magistratura italiana è composta per la maggior parte da donne ma nel Csm abbiamo una maggioranza di uomini”.

Poi Bonafede ha aggiunto: “Abbiamo posto il confine tra magistratura e politica. Non è possibile eleggere nei membri laici persone che ricoprono o hanno ricoperto negli ultimi due anni ruoli politici nazionali o locali e prevediamo che per i 4 anni successivi all’incarico nel Csm non ci si possa candidare a ruoli politici. Il magistrato che viene eletto in politica non potrà più tornare in magistratura a vita. Il magistrato che si è candidato, ma non è stato eletto non può esercitare le funzioni di magistrato nei tre anni successivi né dove si è candidato né dove esercitava, e negli altri territori non potrà esercitare il ruolo di pm o gip”.

Infine ha concluso: “Si scrive nero su bianco una norma: il magistrato che entra in politica, una volta eletto ha perso requisito di terzietà, per questo il magistrato che viene eletto non potrà più tornare alla magistratura”.



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