Attesi più di cento profughi. La Tosi chiede aiuto ai vicini

Lug 1, 2017

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    I 12 giovani migranti giunti nella tarda serata di mercoledì e rimpallati tra le case popolari gestite da Acer e la tensostruttura del Buon vicinato di via Arezzo, si trovano nel centro di prima accoglienza in via Piemonte, spiegano dal municipio. Ma l’emergenza non è cessata. Siamo solo all’inizio, e c’è un numero da tenere presente, 114, scritto nella comunicazione della prefettura al Comune nel mese di febbraio. Si tratta del numero di migranti che Riccione può ospitare, calcolato in base al numero di abitanti, come da accordi tra l’Anci e il ministero. Quanto basta al sindaco Renata Tosi per cercare contromosse e non subire passivamente e con preavvisi di poche ore l’ondata migratoria. «Intendo convocare il prima possibile una riunione di distretto sud della provincia – dice il primo cittadino –. Credo sia basilare per i sindaci dei comuni della zona sud mettere in campo quante più soluzioni possibile ed evitare che si verifichino altri casi simili. Penso anche alla stagione turistica che abbiamo davanti. Situazioni difficili e messaggi sbagliati potrebbero creare gravi danni per tutti». Il sindaco Tosi lancia un messaggio in primis si sindaci di Cattolica, Mariano Gennari, e a quello di Misano, Stefano Giannini, per trovare soluzioni alternative magari cercando la disponibilità di strutture nell’entroterra. D’altronde il neo sindaco riccionese sa di non avere grandi cartucce da spendere. Lo ha ammesso ieri: «Siamo costretti ad accogliere queste persone senza poterci opporre». Il fenomeno migratorio lo gestisce la prefettura e i Comuni non possono fare barricate. Per Riccione poco è servito l’aver aderito al progetto Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Un sistema studiato per gestire il fenomeno migratorio senza sorprese. A quanto pare non c’è Sprar che argini l’emergenza. E non è una questione di intolleranza, dice chi ha ospitato per una notte i 12 ragazzi, Enzo Romagna per il Buon vicinato di via Arezzo. «Erano un po’ scossi per il trambusto, ma non hanno dato problemi. Il fenomeno va gestito, e andrebbe fatto alla radice. L’immigrazione non è né di destra né di sinistra». Infine il consigliere Sabrina Vescovi propone «un tavolo comunale per la gestione dell’emergenza che tenga insieme maggioranza, minoranza e Consulta della solidarietà».
    Andrea Oliva, Il Resto del Carlino 01.07.2017
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