Centrodestra batte M5S al Sud. E al Nord fa il pieno dei collegi

Gen 19, 2018

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    Il centrodestra vola oltre il 37%: si prepara a fare il pieno di collegi. Al Pd restano solo Emilia-Romagna e Toscana. Il M5S punta tutto sul Sud Italia.

    Sondaggi e collegi. I numeri parlano chiaro: a poco più di un mese dalle elezioni politiche, il centrodestra è dato come super favorito.

    Secondo la “Supermedia della settimana”, eleborata da YouTrend per l’agenzia Agi, Forza Italia è in crescita costante: si piazza al 16,5%, miglior risultato da un anno a questa parte, e stacca nettamente la Lega “non più Nord” di Matteo Salvini che si ferma, oltre tre punti più in basso, al 13,2%. Con Fratelli d’Italia e la “quarta gamba” di Noi con l’Italia, la coalizione di centrodestra supera il 37%, circa dieci punti sopra il valore dato dalla coalizione del Pd e il M5S. Tutte queste percentuali, in termini di collegi, si traduce in un exploit del centrodestra al Nord e in una sconfitta clamorosa per Matteo Renzi e compagni, costretti ad accontentarsi delle Regioni rosse. “Al sud – si legge sul Corriere della Sera – la partita si riduce ad un duello fra centrodestra e Movimento 5 Stelle, con la coalizione guidata dal Pd che deve rassegnarsi a quello che in termini calcistici si definisce il gol della bandiera”.

    Sono ore frenetiche per i leader dei partiti. Mancano, infatti, una decina di giorni alla scadenza per il deposito delle candidature, che devono comprendere sia i nomi delle liste plurinominali sia quelli dei candidati nei collegi uninominali. Il rebus, in teoria, dovrebbe essere più facile da risolvere per i primi che per i secondi: soprattutto per i partiti più piccoli, infatti, l’incognita riguarda i collegi plurinominali dove è più facile che scatti un seggio. Un esito che dipenderà dai marchingegni complicatissimi previsti dal Rosatellum per l’assegnazione dei seggi, in particolare alla Camera. Al Senato, infatti, l’attribuzione su base regionale semplifica, almeno in parte, il procedimento). Ma poi c’è, ovviamente, la questione più spinosa di tutte, e cioè la trattativa sui candidati da presentare a nome di tutta la coalizione nei collegi uninominali. Dove sono i collegi sicuri? Quanti collegi bisogna riservare agli alleati minori? Come si divideranno le candidature nei collegi del Nord?

    Sul Corriere della Sera l’Istituto Ipsos ha provato a provato a ipotizzare come sarà l’Aula di Montecitorio prossimo 5 marzo (guarda qui). Si parte dal Nord dove il centrodestradovrebbe stra vincere. La coalizione guidata da Silvio Berlusconi dovrebbe portare a casa “31 seggi su 35 in Lombardia e 16 seggi su 19 in Veneto”. Renzi e grillini si devono accontentare delle briciole: 5 seggi per i dem, due per i pentastellati. Non cambia la simulazione per le altre regioni del nord. “In Piemonte il centrodestra primeggia in 11 collegi rispetto ai 3 che conquistano sia i 5 Stelle che il centrosinistra”, spiegano i sondaggisti dell’Istituto Ipsos secondo cui in Liguria il Movimento 5 Stelle avrà “tre seggi contro i due del centrodestra e uno solo del centrosinistra”. In Friuli Venezia Giulia, infine, il centrodestra avrà quattro seggi, mentre il centrosinistra si dovrà accontentare di uno soltanto i Cinque Zero resteranno a bocca asciutta.

    Anche questa settimana, stando ai sondaggi elaborati da YouTrend, continua, anche se sembra rallentare impercettibilmente, il calo del Pd. Che adesso è scivolato a quota 23,2%. Un disastro per Renzi che dovrà accontentarsi di fare il pieno di seggi in Emilia-Romagna e Toscana. “In queste due regioni – si legge sul Corriere della Sera – si concentra il 70% dei seggi uninominali in mano al Pd”. In Umbria, invece, dovrà spartirseli con il centrodestra. Nelle Marche il Movimento 5 Stelle porterà a casa la maggior parte dei seggi (4 su 6), mentre nel Lazio undici seggi andranno al centrodestra, sette ai grillini e tre al centrosinistra.

    Al sud, secondo l’Istituto Ipsos, “la sfida si riduce a due competitor: centrodestra e M5S, mentre la coalizione renziana sparisce dai radar”. La Puglia, la Campania, la Sicilia e la Calabria andranno al centrodestra, mentre il movimento di Beppe Grillo la spunterà in Sicilia e in Sardegna.

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