Covid, la battaglia decisiva è “a domicilio”

La strategia per combattere il coronavirus si modifica ed entra in una nuova fase. Nelle quale è ancor più fondamentale la collaborazione dei cittadini.

In primo luogo ttutti devono continuare a stare a casa, seguire cioè rigorosamente le ordinanze e le regole relative al distanziamento sociale e all’isolamento domiciliare (quarantena). Se si cede in questo momento, tutti i sacrifici fatti fino ad ora saranno vani e si rischierà di ricominciare da capo!

Ma la novità principale riguarda coloro che iniziano ad avere i sintomi del coronavirus: all’insorgere di mal di gola, tosse, e soprattutto febbre, bisogna subito chiamare al telefono il proprio medico di famiglia. Se lo si faceva anche prima, adesso però è più che mai importante, perché il medico, valutando il quadro clinico, potrà muoversi da subito in tre direzioni:

  1. Attivare le USCA (Unità speciali di continuità assistenziale),  per il monitoraggio continuo a domicilio del paziente;
  2. Prescrivere per il paziente l’idrossicolorochina: si tratta di un farmaco finora utilizzato a livello ospedaliero, e molto efficace per rallentare e limitare l’evoluzione della malattia;
  3. Valutare se vi siano i presupposti per l’effettuazione di un tampone.

“In una prima fase ci siamo concentrati nel curare i pazienti, specie quelli più gravi, soprattutto in ospedale – rammenta il dottor Stefano Busetti, direttore sanitario dell’Ausl Romagna – adesso invece ci spostiamo a contrastare il coronavirus sul territorio, perché è lì che si giocherà la battaglia finale. E per farlo abbiamo bisogno di voi cittadini”.

“I pazienti devono rivolgersi tempestivamente al medico di famiglia – ribadisce la dottoressa Antonella Dappozzo (programma Cure primarie dell’Ausl Romagna) – perché è il professionista che meglio conosce ogni singolo assistito e quindi ha la possibilità di attivare, per ogni situazione specifica, la soluzione migliore, specie ora che con l’idrossicolorochina possiamo più efficacemente contrastare l’infezione da Covid anche nei pazienti domiciliari”

Un appello questo, che viene dagli stessi medici di medicina generale, come precisa il dottor Sandro Vasina, medico di famiglia di Ravenna (vedi video).

La presa in carico tempestiva con l’assunzione del farmaco, che viene portato al domicilio del paziente, può infatti cambiare la storia clinica dell’infezione, evitando in taluni casi il ricovero in ospedale quando non in terapia intensiva: spiega il dottor Carlo Biagetti, responsabile del Rischio infettivo per l’Ausl Romagna: “In questo momento è una delle armi migliori che abbiamo a disposizione contro il coronavirus” (vedi video).

E se ciò vale per tutti i pazienti, vale in particolare per quelli più “difficili”, cioè pazienti anziani e che hanno patologie pregresse: “L’infezione da covid rappresenta una complicanza grave per varie patologie, ad esempio quelle cardiache – sottolinea il direttore del Dipartimento di Malattie cardiovascolari dell’Ausl Romagna Giancarlo Piovaccari: un trattamento precoce con l’idrossiclorochina può dunque evitare peggioramenti potenzialmente molto pericolosi” (vedi video).