Dpcm chiude palestre e piscine, lo sport in rivolta

La scure del minilockdown si abbatte su palestre e piscine dopo la settimana di prova, e il mondo dello sport si sente discriminato ed è in rivolta. E’ l’effetto della chiusura contenuta nel nuovo Dpcm restrittivo firmato la notte scorsa dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte.

“Servono 3 miliardi subito sul tavolo per non chiudere, o sara’ protesta sul territorio”, dice Paolo Barelli, presidente della Fin e deputato di Forza Italia. Poi, la chiamata di Conte, come raccontato dallo stesso Barelli: “Si è detto dispiaciuto e ha promesso che il governo provvederà nell’immediatezza ad erogare ingenti contributi a fondo perduto”.

Il moltiplicarsi dei contagi non è una giustificazione che appare sufficiente a chi si è esposto per garantire la massima sicurezza nei propri impianti e che che ora vede avvicinarsi lo spettro del tracollo economico e della chiusura definitiva, con forti ricadute anche sull’occupazione. “Il governo sottovaluta la rete dello sport di base: se non ci sarà un ristoro immediato di tre miliardi, da mettere sul piatto domattina, è prevedibile un’inesorabile protesta sui territori”, aveva affermato in mattinata Barelli, senatore di Fi.

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ricorda di essersi battuto per evitare le chiusure, anche con protocolli piu’ rigidi, ma poi la forza dei numeri e la prospettiva di “un tracollo del sistema sanitario” ha costretto il governo a scelte difficili, e a sua volta ha annunciato già per domani misure economiche straordinarie, tra indennità e sostegni a fondo perduto, ma con cifre lontane da quelle sollecitate.


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