I vigili: “Non siamo l’anti terrorismo”

Ago 26, 2017

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    Rivolta dei «ghisa»: «Non abbiamo addestramento». Il Comune: «Non tocca a loro».

    I vigili sono preoccupati, non vogliono avere compiti di antiterrorismo. Ritengono che manchi loro un addestramento specifico per assolvere anche a questa funzione e ricordano che la legge non li considera «forze di polizia».

    Per questa ragioni il Sulpm, il sindacato dei ghisa più rappresentativo, ha chiesto garanzie, chiarezza e un incontro all’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza, che secondo il segretario Daniele Vincini li avrebbe coinvolti evocando compiti specifici di controllo dopo l’attentato di Barcellona.

    E l’assessore ribatte: «Non ho attribuito compiti ai vigili. Noi abbiamo funzioni di indirizzo e nessuno pensa di attribuire alla polizia locale compiti di antiterrorismo, non è fra i loro compiti istituzionali, a meno che il ministero non faccia modifiche». «Se poi si scambia per antiterrorismo un’attività di vigili di quartiere e mediatori, lavoro che la polizia deve fare e saper svolgere – replica Rozza – io non so che farci». «Il ruolo – spiega – è di polizia di prossimità nei quartieri. Da ottobre aggiungeremo stagisti madrelingua che aiuteranno a comprendere le dinamiche dentro i quartieri. Non si tratta solo di fare le multe a chi non rispetta le regole ma anche di svolgere questo lavoro di prossimità, come stano facendo con grande soddisfazione alcune pattuglie mobili».

    I sindacalisti dei vigili hanno chiamato in causa l’assessore attribuendogli alcune dichiarazioni in cui si indicava invece un lavoro intrapreso dal Comune per «sensibilizzare vigili di quartiere e assistenti sociali, insegnando loro a riconoscere e prevenire i segnali precoci di adesione radicale all’islam». Inoltre, parlando a Radio 24, l’assessore aveva anche ricordato che da luglio l’amministrazioneha ripristinato la figura del vigile di quartiere «con una nuova formula, con l’obiettivo di conoscere il territorio, elemento importante soprattutto nei quartieri periferici». Per tutta risposta, il segretario cittadino del Sulpm, il sindacato unitario lavoratori di polizia municipale e locale, ha scritto all’assessore e al comandante Paolo Ghilardi, chiedendo un urgente incontro chiarificatore, avanzando dubbi di non poco conto. Per Vincini quelle parole fanno sorgere «numerosi interrogativi». «L’individuazione di potenziali terroristi – ha ricordato – è un’attività di preminente competenza del ministero dell’Interno e della locale Dda». In ogni caso, proseguono i vigili, «è a tutti gli effetti un’attività di intelligence che richiede un addestramento e una formazione di altissimo spessore».

    Il sindacato aveva preannunciato di voler chiedere l’ incontro per capire quali sono formazione e impiego previsti e di voler esporre «tutte le nostre riserve, a tutela della sicurezza dei lavoratori della polizia locale», che «non sono riconosciuti come appartenenti alle forze di polizia». Il Giornale.it

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