Il colesterolo buono in realtà è cattivo e fa morire prima

Ago 27, 2017

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    Per quanto riguarda la scienza, soprattutto in ambito medico, non esistono verità eterne o assolute. Il sapere medico, soggetto sempre a un processo di verificabilità, è quindi in continuo divenire. Pertanto, come ci ha insegnato il filosofo Karl Popper, se una ricerca contraddice i dati di una precedente, verrà presa come riferimento fino a quando un altro studio, a sua volta, non ne dimostri la falsificabilità.

    In questo senso, uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Copenaghen in Danimarca, ha messo in evidenza che alti livelli di colesterolo HDL (il cosiddetto #Colesterolo buono), non avrebbero effetti benefici per la nostra salute, almeno non nei termini in cui lo si credeva.

    Colesterolo HDL, buono o cattivo?

    Al colesterolo buono, ovvero quello Hdl, viene riconosciuta la proprietà di contrastare quello cattivo, che invece si accumula nel sangue, andando a formare placche che possono preludere a infarti e ictus. In realtà i risultati di questa ricerca hanno ribaltato quella che per anni è stata ritenutà una verità, (sempre nel senso in cui è possibile riferirsi a questo termine in ambito medico), dalla comunità scientifica.

    Colesterolo Hdl: i risultati della ricerca

    I ricercatori hanno preso in esame un campione relativo a 116 mila persone, le cui condizioni di salute sono state monitorate per un periodo di 6 anni. I partecipanti periodicamente sono stati sottoposti ad analisi del sangue a digiuno per controllare i livelli di colesterolo [VIDEO].

    Al termine di questo studio è risultato che gli uomini con quantità molto elevate di Hdl nel sangue, presentavano una probabilità del 106% di morire prematuratamente rispetto agli uomini con livelli di colesterolo buono nella norma. Le donne invece avevano il 68% di probabilità di morire prematuratamente rispetto alle partecipanti femminili che presentavano livelli di colesterolo Hdl nella norma. Nei soggetti con livelli medi di colesterolo Hdl, invece il tasso di mortalità risultava più basso.

    Insomma dalla ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivistaEuropean Hearth Journal, è emerso che i pazienti con livelli estremamente elevati di Hdl hanno un tasso di mortalità più elevato rispetto a quelli che invece presentano valori medi. In questo senso gli autori della ricerca ritengono che andrebbe riveduta la convinzione comune in ambito medico, secondo cui il colesterolo Hdl è un colesterolo buono e quindi possa risultare utile aumentarlo.

    Sempre in tema di cardiologia, in questi giorni si sta tenendo a Barcellona il congresso della European Society of Cardiology. Quest’anno, oltre agli aggiornamenti delle linee guida in tema di colesterolo, verrà presentata una ricerca, secondo cui rispetto agli uomini, le donne che hanno un alto rischio di andare incontro ad eventi cardiovascolari, avrebbero minori probabilità di ricevere le dosi raccomandate di statine.

    Blastingnews.it

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