Il gestore del lido “fascista” ora è indagato per apologia Gianni Scarpa denunciato dalla Digos per apologia di fascismo. A farlo finire nei guai la campagna di “Repubblica”

Lug 13, 2017

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    Gianni Scarpa denunciato dalla Digos per apologia di fascismo. A farlo finire nei guai un articolo di Repubblica. Che ora si vanta: “Il caso sollevato da noi”

    All’origine di tutto c’è un articolo di Repubblica. È partito tutto da lì. Prima l’ordinanza del prefetto di Venezia Carlo Boffi, poi la denuncia degli uomini della Digos, infine l’iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura di Venezia.

    Gianni Scarpa, il 64enne di Mirano che gestisce gli stabilimenti ribattezzati dalla sinistra come la “spiaggia fascista“, adesso dovrà rispondere dell’accusa di “apologia di fascismo” in “violazione della legge Scelba”. Nel fascicolo sul tavolo del procuratore capo Bruno Cherchi e del sostituto procuratore Francesca Crupi sono, infatti, finiti le immagini dei manifesti del Duce, dei saluti romani, dei rimandi alle leggi del Ventennio e gli audio pubblicati da Repubblica.

    Gli agenti della Digos e della polizia scientifica, inviati dal questore di Venezia, Vito Danilo Gagliardi si erano presentati allo stabilimento lunedì mattina. A spingere Repubblica e la sinistra (gli uomini del Pd in testa) a chiedere l’immediato intervento del Viminale sono i cartelli che inneggiano al Ventennio e con cui Scarpa ha tappezzato un po’ tutto lo stabilimento. In realtà, come ha documentato ilGiornale, la sinistra ha scambiato frasi triviali per l’esaltazione del fascismo. Nel lido incriminato, più che di apologia del fascismo, si dovrebbe parlare di volgarità. Ma tant’è. È bastato un articolo di Repubblica a far scoppiare un pandemonio.

    La Digos ha trasmesso la denuncia alla procura di Venezia. A farla scattare sono appunto stati i cartelli esposti nel lido balneare. “Regole: ordine, pulizia, disciplina, severità – si leggeva – difendere la proprietà sparando a vista ad altezza d’uomo, se non ti piace me ne frego!”. E ancora:“Servizio solo per i clienti… altrimenti manganello sui denti”. E poi frasi di Ezra Pound, braccia al cielo e inni fascisti. Nel fascicolo sono stati poi fatti confiure anche i deliranti discorsi “anti democratici” e “inneggianti al regime” che Scarpa ha pronunciato sabato scorso in spiaggia attraverso gli altoparlanti. Repubblica li ha registrati e pubblicati sul sito. Adesso quegli audio sono confluiti nell’inchiesta. Franca Rame, Il Giornale.it

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