Il libro che indottrina i bimbi a tifare una società multietnica

Libri di testo adottati per le scuole medie propagandano la costruzione di una società multietnica.

Gli istituti scolastici, dal primo all’ultimo grado, sono spesso stati accostati all’indottrinamento ideologico.

A segnalare l’esistenza di questi casi è stato il quotidiano La Verità, che ha parlato di testi adottati per le scuole medie, all’interno dei quali si trovano propagandati messaggi di questa tipologia: si deve procedere spediti verso una società “multietnica, multiculturale e multireligiosa”. Chi si dichiara contrariato, magari in maniera un po’ troppo convinta, viene etichettato a promotore di una “cultura razzista, xenofoba e intollerante”. Il focus, come spesso accade, è centrato sulla gestione dei fenomeni migratori. Il giornale diretto da Belpietro procede per mezzo di una vera e propria elencazione. C’è, per esempio, “Le regole dello stare insieme”, un libro di Alberto Pellegrino, dove si arriva a leggere: “Non sono quindi sufficienti le misure a favore dell’ integrazione, ma devono essere adottati tutti i provvedimenti necessari per impedire qualsiasi manifestazione di razzismo e xenofobia, cioè di avversione verso gli stranieri e verso ciò che proviene dall’estero”. Qual è il senso di questo virgolettato? Si vuole invitare il legislatore a prendere provvedimenti affinché certe manifestazioni di dissenso non abbiano più luogo? Si vuole impedire che alcuni leader politici diffondano messaggi di chiusura rispetto all’accoglienza indiscriminata?

Il libro in questione prosegue sciovinando tutta una serie di categorie di “razzismi”. Ma non bisogna farsi prendere dal panico! Per il testo di Pellegrino è possibile ancorarsi a “una minoranza che pur riconoscendo le difficoltà connesse alle nuove forme di convivenza, ritiene necessario impegnarsi per arrivare a un’ integrazione culturale e sociale fra gruppi etnici diversi”. L’indicazione è abbastanza esplicita: le sedie assegnate ai giusti sono già tutte assegnate. Gli altri non possono che arrendersi a una società sempre più multiculturale e sempre più multireligiosa.

Qualche tempo fa, si discuteva solamente della presenza o meno di certi eventi all’interno dei libri di storia. Qualcuno si ricorderà la polemica, purtroppo ancora attuale, sui manuali che saltano di netto o raccontano in modo distorto la vicenda delle foibe. Adesso sembra essere stato fatto un passaggio ulteriore: non sono gli omissis a preoccupare, ma la presunta presenza di vera e propria propaganda politica.

Credit: Il Giornale.it