Intelligenza Artificiale, serve patto Ricerca-Istituzioni-Industria

Lug 23, 2020

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    La necessità di un grande patto strutturato tra Ricerca, Istituzioni ed Industria sull’Intelligenza Artificiale (AI); finanziamenti adeguati sia a livello nazionale sia europeo, pubblici e privati; l’auspicio di una visione a lungo termine della ricerca in AI anche attraverso azioni di progettazione nazionale pluriennale. Sono alcune delle raccomandazioni contenute nel documento ‘AI for Future Italy’ presentato dal Cini, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica.

    Al Consorzio e al Laboratorio Nazionale di Intelligenza Artificiale e Sistemi Intelligenti (AIIS), partecipano ricercatori di tutti gli Atenei italiani, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e di alcuni Centri di Ricerca italiani.

    Il documento presentato oggi è il risultato di un dibattito esteso, continuato anche durante il lockdown, “su cosa il Paese necessita per mantenere la leadership scientifica in Intelligenza Artificiale e creare le condizioni per una rinascita di una industria informatica nazionale”.

    “Queste idee – spiega Rita Cucchiara direttore del Laboratorio Nazionale AIIS – sono strategiche soprattutto in un periodo di crisi economica e sociale post-pandemia. Mai come ora abbiamo il dovere di affermare un’autonomia scientifica del nostro paese assieme all’Europa che sia basata sui nostri valori fondamentali come i diritti della persona, della privacy, della proprietà dei nostri dati e della democrazia ma anche una sovranità tecnologica ed indipendenza per la sostenibilità della nostra società, dell’ambiente e dell’economia e il rilancio delle nostre imprese”.

    “Le 5+1 raccomandazioni contenute nel documento – aggiunge la nota del Cini – propongono un’ipotesi di influenza strategica dell’AI sull’ecosistema nazionale della ricerca scientifica e industriale, sulla educazione, sul trasferimento tecnologico presente e futuro all’interno delle aziende italiane, sulla crescita delle start-up. Attraverso l’incremento delle competenze nel campo della ricerca e della tecnologia, sia in ambito accademico sia industriale, è possibile creare un’AI Made in Italy che si fondi su un sistema educativo sostenibile e affidabile che rafforzi la competitività del Paese”.
       


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