Riccione. 13enne lo denuncia per violenza sessuale, se lo ritrova come arbitro in gara

Apr 27, 2022

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    ROMA – Il 2 aprile, durante una gara di Coppa Italia Regionale assoluta a Santa Venerina (Catania), l’arbitro Emanuele Bucca e Chiara (il nome è di fantasia), una schermitrice di 17 anni, si sono incontrati di nuovo in pedana. Eppure, a luglio 2021, la ragazza lo aveva denunciato per violenza sessuale: attualmente Bucca è indagato dalla Procura di Rimini (Il teatro delle presunte molestie sarebbe infatti stato un hotel di Riccione, ndr). . Il giorno prima della gara, la famiglia della vittima ha inviato una mail al presidente della Federscherma Paolo Azzi, chiedendo di intervenire e sospendere l’arbitro. Non è servito. Il n.1 della Federschema ha risposto due giorni più tardi, contestando “la fondatezza” delle affermazioni della famiglia: “Richiesta inaccoglibile, basata su una generica informazione”. Eppure, nel dicembre 2021, Bucca aveva già patteggiato uno stop di 30 giorni per un altro caso di molestie, ai danni di un’arbitra ventenne.

    Lo scambio di lettere

    È la sorella della ragazza a scrivere la mail del 1° aprile 2022 al presidente federale: “Sono certa sarà stato informato”. Di cosa? La famiglia di Chiara ha denunciato Bucca per molestie sessuali compiute ai danni dell’allora 16enne schermitrice la notte del 13 maggio 2021, a margine di un torneo giovanile, a Riccione. Secondo il racconto della ragazzina Bucca l’avrebbe baciata, palpeggiata e avrebbe tentato di aprirle con forza le gambe mentre erano in hotel, approfittando anche dello stato di ebbrezza di Chiara. La denuncia viene presentata il 2 luglio a Palermo. Da ottobre, per competenza territoriale, sul caso indaga la Procura di Rimini. Quella mail è una richiesta di aiuto: l’indomani Chiara e Bucca si sarebbero incontrati in pedana nella Coppa Italia Regionale Assoluta. La risposta di Azzi non arriva in tempo utile, ma solo il 3 aprile. Il n.1 della Federazione scrive che non è a conoscenza di procedimenti penali su Bucca e invita a rivolgersi alla Procura del Coni e alla Procura federale. Cosa che la famiglia farà il 5 aprile. Al momento dello scambio epistolare, dunque, c’è un arbitro che ha già patteggiato una sanzione per molestie a una ventenne (la Federazione e Azzi lo sanno) e che risulta adesso denunciato per una violenza su una minore. Eppure questo non gli impedisce di dirigere una gara in cui è iscritta proprio la sua presunta vittima.

    Il patteggiamento

    Riavvolgiamo il nastro. A maggio 2021 si sarebbe verificata una violenza su un’atleta di 16 anni. A luglio 2021 la famiglia sporge denuncia. Poche settimane dopo, Bucca è uno dei due arbitri italiani ai Giochi di Tokyo. Il 19 ottobre 2021, un’altra presunta aggressione sessuale nei confronti di un’aspirante arbitra, di 20 anni: stesso hotel di Riccione, stesso modus operandi, il tentativo di violenza in camera, i baci, le mani sotto i vestiti. E la proposta: se ti concedi, ti aiuto a fare carriera. Bucca si scusa e patteggia con la Procura federale una sospensione di 30 giorni senza incolpazione e senza che il dispositivo del provvedimento venga pubblicato. L’accordo, secondo la Federazione, viene ratificato l’11 gennaio 2022. Una lettera di alcuni tesserati all’associazione ChangeTheGame aveva portato a una parziale riapertura del caso e a una richiesta di chiarimenti da parte della Procura generale del Coni: la Procura federale ha chiuso ugualmente il patteggiamento. Bucca ha scontato la sospensione ed è tornato ad arbitrare il 5 marzo, ad un torneo under 14 a Padova. In aprile è designato per la gara in cui c’è la ragazza che lo accusa.

    La famiglia della vittima

    La famiglia di Chiara è devastata dai silenzi della Federazione, che mai l’ha cercata, neppure negli ultimi drammatici giorni. “Siamo schifati da questo comportamento” spiegano il padre e la sorella. Chiara, studentessa di liceo, è seguita da uno psicologo: “Ha vissuto l’anno più brutto della sua vita”. A marzo la Procura di Rimini ha chiesto un incidente probatorio “dopo aver esperito tutti gli accertamenti necessari” su Bucca. Emanuele Bucca, 42 anni, vive a Mazara del Vallo, Chiara a Palermo. L’ASD Mazara Scherma, dove si è formato l’arbitro, è una delle associazioni schermistiche più importanti dell’isola. Il 23 aprile la Fis ha fatto sapere di aver aperto un nuovo procedimento disciplinare nei confronti di Bucca.

    Fonte: Repubblica.it