Riccione. Branco, Pizzolante insiste: “Tentato omicidio e danno d’immagine territoriale”

Set 7, 2017

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    Tentato omicidio e danno d’immagine territoriale.

    Violenza a Rimini: prevedere il danno d’immagine territoriale.
    Sono d’accordo con chi ha proposto il reato di tentato omicidio.
    Senza il riconoscimento di questo reato se la caverebbero con pochi anni di reclusione. Soprattutto i minorenni, ai quali non dobbiamo credere quando raccontano che loro obbedivano e basta.
    Ma, Comune, Associazioni di categoria e Sindacati devono entrare nel processo e chiedere il risarcimento del danno d’immagine territoriale.
    L’immagine di Rimini e della Riviera è stata pesantemente danneggiata dalla violenza, con lo stupro da parte dei 4 nordafricani!
    È un danno che si è aggiunto a quelli materiali, morali, biologici, patrimoniali sui tre ragazzi, naturalmente! Per i quali sarà necessario, celermente, fare giustizia.
    Ma oltre a questi c’è un danno che la giurisprudenza negli anni ha contemplato anche se quasi mai applicato: il danno di immagine territoriale.
    Rimini è apparsa su tutti i giornali e le televisioni del mondo come città violenta e inospitale.
    Per un territorio che fonda la sua economia e le regole della propria convivenza umana e civile su ospitalità e accoglienza, è questo un danno enorme.
    Non basta dire che adesso sarà necessario fare grandi investimenti, pubblici e privati, per il recupero di immagine. Non basta.
    Nel senso che manca qualcosa.
    Dal punto di vista della cultura umana, civile e giuridica.
    Occorre codificare, scolpire, anche nelle fondamenta della nostra cultura giuridica, il danno di immagine per un territorio, per una comunità, per un sistema economico, di alcuni atti violenti, criminali e delinquenziali.
    Se un gruppo di tifosi ubriachi, produce un danno e riempie di immondizia la Barcaccia o imbratta Piazza di Spagna a Roma, crea un’enorme danno di immagine per Roma e l’Italia nel mondo. Quei tifosi devono pagare un risarcimento, per tutta la loro vita. Devono sapere che non si può fare.
    A maggior ragione per questi 4 violenti e violentatori.
    Devono pagare per i danni fisici e morali, ma anche per il danno di immagine provocato ad una comunità come quella riminese.
    Con un gesto terribile hanno bruciato quasi tutto il lavoro e gli investimenti economici e umani delle Amministrazioni, delle Forze dell’Ordine impegnate a garantire la sicurezza, delle Associazioni di categoria, dei Sindacati, del bagnino che pulisce la spiaggia alle 5 del mattino, della ragazza che in bicicletta ogni mattina presto va a lavorare in albergo.
    Chiaramente, gli immigrati o i profughi o i tifosi di una squadra di calcio o nostri connazionali violenti non potranno mai risarcire, pienamente, il danno d’immagine. Soprattutto se di queste dimensioni.
    Ma devono sapere che devono pagare anche per quello.
    E che dovranno pagare pesantemente.
    Se violentano una ragazza o un trans, se picchiano un uomo, come nel caso di Rimini, se imbrattano chiese, monumenti, fontane, opere d’arte o spiagge che siano.
    Se colpiscono l’immagine di un luogo, di una comunità, della sua storia, della sua anima.
    Deve valere per gli italiani e a maggior ragione – nel senso che appare più evidente – per chi è ospite: turista, tifoso, immigrati, profugo.
    La giurisprudenza ha già “formato” di fatto questa tipologia di danno con risarcimento.
    Con una sentenza del 4 giugno2007 e con una sentenza del Tribunale di Cassino del 25 marzo 2014. Con iniziativa decisoria e integrativa del giudice, sulla base della comune esperienza.
    Quindi si può’ fare.
    Anche se mi impegno ad approfondire e a verificare la possibilità di dare vita ad una nuova norma più esplicita e specifica sul “danno di immagine territoriale. Ma penso si possa fare. Credo che Comune e Regione nel momento in cui si costituiscono Parte Civile lo debbano fare anche per Danno di Immagine.
    Credo debbano farlo anche le associazioni di categoria e i sindacati, in rappresentanza di tutta la comunità!
    Non per la possibilità oggettive di risarcimento, ma come fatto simbolico e culturale e ideale. Perché in Italia e nel mondo si deve sapere che l’immagine di Rimini città ospitale, corrisponde alla sua anima.

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