Riccione. Coronavirus, le ultime: 35 nuovi positivi, ci svegliamo con nuove restrizioni. Eccole

Ieri in serata AUSL ha comunicato i dati aggiornati sulla situazione sanitaria nella provincia riminese.

I 35 nuovi pazienti risultati positivi a Coronavirus, comunicati dalla Regione, sono residenti in provincia di Rimini.

In un quadro complessivo si registrano 613 casi diagnosticati a Rimini, di cui 586 sono residenti in provincia e 27 sono cittadini di fuori provincia.

Per quanto riguarda i residenti in provincia di Rimini, i nuovi casi sono rappresentati da 25 uomini e 10 donne. Di essi 20 sono ricoverati in ospedale e gli altri 15 risultano a domicilio in quanto privi di sintomi o con sintomi leggeri.

Sono circa 1.300 le persone attualmente in isolamento domiciliare, comprendenti sia le persone ammalate sia quelle che hanno avuto contatti stretti con casi positivi accertati.

In merito ai 179 posti letto in più dedicati a COVID-19 a Rimini, di cui 26 di terapia intensiva, l’Azienda sanitaria ha precisato che si tratta di posti ricavati attraverso riorganizzazione degli spazi e delle turnistiche, anche in relazione al rallentamento del resto dell’attività ospedaliera non urgente, messo in atto già da qualche giorno.

Alla luce degli ultimi dati è deciso lo stop alle passeggiate di piacere o ai giri in bicicletta. E’ quanto previsto dalla nuova ordinanza firmata mercoledì sera dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che stabilisce ulteriori restrizioni. Nel nuovo provvedimento, in vigore dal 19 marzo al 3 aprile, viene specificato che “l’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi sono consentiti esclusivamente per lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari”.

L’attività motoria (passeggiata per ragioni di salute) o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche sono consentite in prossimità del proprio domicilio. Al fine di evitare assembramenti di persone, il presidente della Regione ha disposto la chiusura al pubblico di parchi e giardini pubblici. Ma non è l’unica disposizione.

“Al fine di ulteriormente contrastare le forme di assembramento di persone a tutela della salute pubblica sul territorio regionale, l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante è consentita lungo la rete autostradale e lungo la rete delle strade extraurbane principali”, si legge nel documento.

Per gli esercizi posti lungo le strade extraurbane secondarie tali attività dovranno restare aperte dalle 6 alle 18 dal lunedì alla domenica. Non è consentita nelle aree di servizio e rifornimento ubicate nei tratti stradali comunque classificati che attraversano centri abitati.