Riccione. GIORNO DELLA MEMORIA 2019

Gen 26, 2019

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    Oltre alla importante produzione teatrale dello Spazio Tondelli dove andrà in scena scena Il popolo nudo, domenica 27 gennaio ore 17:30 ad ingresso libero, progetto nato dall’incontro tra Amarcanto, ensemble diretto da Laura Amati impegnato nel recupero e nella diffusione della musica popolare che negli ultimi tempi sta affinando la propria ricerca artistica anche sul territorio della scena, e la giovane attrice riccionese Maria Laura Palmeri, sono  previste su prenotazione, oltre una decina di proiezioni cinematografiche al Cinepalace Riccione che coinvolgeranno per una settimana, in orario scolastico, a partire da venerdì 25 gennaio, le scuole riccionesi.

     

     

    Tra le pellicole in programma, suddivise per fasce d’età, figurano:

     

    L’Isola in via degli Uccelli “ per la regia di Soren Kragh-Jacobsen. Interpreti: Lee Ross, Heather Tobias, Jack Warden, Jordan Kiziuk, Simon Gregor, Sian Nicola Liquorish, Stefan Sauk, Leon Silver, Patrick Bergin, James Bolam, Michael Byrne, Suzanna Hamilton, Sue Jones-Davies – Danimarca, Germania, Gran Bretagna 1997 – Drammatico, 107’ .

     

    Nel ghetto di Varsavia, prima di essere rastrellato e deportato con gli altri ebrei, un padre ordina al figlioletto Alex di 11 anni di nascondersi tra le rovine di una vecchia fabbrica, promettendogli che tornerà a riprenderlo. In compagnia di un bianco topino e di una copia sgualcita del Robinson Crusoe di D. Defoe, Alex comincia la dura lotta per la sopravvivenza, allietata soltanto dall’idillio con la piccola Stasja. Oggi Alex è diventato uno scrittore. Tratto da un romanzo di Uri Orlev.

     

     

    Sopravvivere coi lupi” per la regia di Vera Belmont. Interpreti: Benno Fürmann, Marie Kremer, Guy Bedos, Michele Bernier, Franck de la Personne, Mathilde Goffart, Anne-Marie Philipe, Paul Emile Petre – Belgio, Germania, Francia 2007 – Drammatico, 118’

     

    Maggio 1940, i Tedeschi invadono il Belgio. Misha ha sei anni ed è ebrea. Un anno dopo, i suoi genitori vengono arrestati e deportati ma riescono a salvare la bambina, nascondendola presso una famiglia di cattolici. Pur evitando la deportazione, la famiglia adottiva fa patire a Misha ogni sorta di privazioni e di umiliazioni. Così la piccola decide di fuggire alla ricerca dei suoi genitori. Germania, Polonia, Ucraina, da un villaggio all’altro, rubando e nascondendosi, Misha riesce a sopravvivere e a percorrere più di tremila chilometri a piedi. Nella foresta tedesca viene adottata da una coppia di lupi, al cui comportamento si adatta immediatamente, fino a diventare parte del branco. Per la prima volta in molti anni non deve più patire la fame ed è circondata dall’affetto. Tratto da un libro falsamente autobiografico scritto da Misha Defonseca.

     

     

     

    “ Schindler’s List” pellicola masterizzata in digitale di cui quest’anno ricorre il 25esimo anniversario.

     

    Regia di Steven Spielberg. Un film Da vedere 1993 con Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall, Jonathan Sagalle. Genere Drammatico – USA, 1993, durata Tratto dal libro di Thomas Keneally è la vera storia di Oscar Schindler, industriale tedesco, che nel 1938 capisce che è bene legarsi ai comandanti militari. Li frequenta nei locali notturni, offre bottiglie preziose. Quando gli ebrei sono relegati nel ghetto di Cracovia Schindler riesce a farsene assegnare alcune centinaia come operai in una fabbrica di pentole. All’inizio sembra sfruttarli, in realtà li salva. Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco trasforma quella sua prima iniziativa in una vera missione, fino a comprare letteralmente le vite di quasi milleduecento ebrei (la famosa lista) che sicuramente morirebbero nel campo di Auschwitz. Film concepito e costruito per essere definitivo, come memoria, opera d’arte e documento. La qualità cinematografica è altissima, del resto nessuno ne avrebbe dubitato conoscendo le attitudini di Spielberg. L’impressione in chi vede il film è profonda, molto studiata è la mediazione fra il cuore e il pensiero. Il regista ha usato il bianco e nero ispirandosi ai documentari dell’epoca nelle sequenze corali e alle immagini espressioniste nelle scene private. Ci sono momenti straordinari, come l’attacco al ghetto di Cracovia e alcuni episodi del campo di concentramento. 14 Quando “tocca” Auschwitz e deve sintetizzare in pochi momenti al regista basta mostrare il grande fumaiolo nella notte per far capire tutto. C’è anche una piccola licenza squisitamente cinematografica, quando vediamo una bambina che riesce a salvarsi dalla strage del ghetto e poi la troviamo morta su un carro nel campo: per farla riconoscere le è stato colorato il cappottino di rosso pallido.

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