Riccione. “Il Comune ha deciso di spingere la Polisportiva nel baratro”

Lettera aperta alla cittadinanza

La dirigenza della Polisportiva Comunale di Riccione ha interrotto il dialogo con l’amministrazione del Comune di Riccione, è vero. Come è possibile, da parte di una società gestrice di un impianto pubblico, avere un dialogo con un concedente che in piena pandemia, approfittando del momento di enorme difficoltà, non solo non elargisce contributi a fondo perduto come fanno le amministrazioni di tutta Italia, ma vìola i contratti di gestione in essere, non ottemperando alle scadenze dei contributi dovuti e alla manutenzione straordinaria dell’impianto? Come dialogare con chi sta contribuendo in maniera decisiva ad un imminente default? Non sono dunque questioni personali tra me e la sindaca Tosi, anche se da cittadino mi chiedo innanzitutto quale sia lo scopo di queste azioni. Da legale rappresentante dell’Asd Polisportiva Comunale Riccione, invece, ho l’obbligo di tutelare la società, i suoi dipendenti, i collaboratori e tutta l’utenza dello Stadio del Nuoto di Riccione e delle sezioni sportive collegate.

Lo Stadio del Nuoto di Riccione, come tutte le piscine d’Italia, è chiuso al pubblico per Decreto da mesi. Da ottobre l’impianto natatorio non incassa un euro, ma nonostante tutto continua a “prestare servizio” permettendo di fare attività agli atleti agonisti con spese di gestione completamente in perdita. In questo scenario, non certo in un 2019 in cui abbiamo chiuso i bilanci in attivo, il Comune ha deciso di spingere la Polisportiva nel baratro togliendo di fatto l’unica entrata, fatti salvi i contributi statali e regionali che hanno coperto l’1% dei ricavi persi a causa della pandemia Covid-19 nel 2020, pari ad oltre 1.200.000,00 euro! Una cosa inaccettabile, dal punto di vista morale, sociale ed economico.

In questo scenario, la mancata corresponsione del contributo pubblico dovuto ad ottobre 2020 di euro 60.000,00, sospeso unilateralmente senza specifiche a termine di Legge, i numerosi solleciti via PEC tutti rimasti senza risposta, uniti all’inadempimento per la manutenzione straordinaria di competenza comunale che ha costretto la Polisportiva ad anticipare ingenti somme per la sostituzione dell’impianto di cogenerazione e lavori di manutenzione straordinaria alle caldaie non più procrastinabili per un importo complessivo di euro 210.000,00 e alla mancata attivazione della procedura di riequilibrio economico-finanziario per l’emergenza Covid-19 richiesta già nel giugno scorso, hanno di fatto incrinato la possibilità di sopravvivenza economica della società.

Come presidente e legale rappresentante della Asd Polisportiva Comunale Riccione, dopo mesi e mesi di PEC senza risposta, ho deciso di prendere una decisione importante, che evidentemente è risultata impopolare per qualche consigliere. Escludendo Paolo Gallo e Irene Benedetti, già dimissionari da mesi per motivi personali, in queste settimane altri consiglieri hanno deciso di sposare la linea dell’amministrazione comunale e abbandonare la barca mentre affonda. Ne ho preso atto e non posso negare il mio dispiacere, ma non posso nemmeno, per onestà rispetto al mio ruolo nella Asd e nella comunità riccionese, riconsegnare le chiavi dell’impianto al sindaco quando proprio da parte dell’amministrazione viene minata la sopravvivenza di una Polisportiva che oltre ad essere il gestore dell’impianto natatorio, è il cuore pulsante dello sport cittadino.

Per questo in data 12/01/2021 è stata prodotta una comunicazione al Comune di Riccione e per conoscenza alla Sezione Regionale di Controllo Enti Locali della Corte dei Conti, con l’intimazione al reintegro delle spese di manutenzione straordinaria sostenute da Polisportiva, l’intimazione alla corresponsione del contributo indebitamente sospeso, la richiesta di attivazione della procedura di riequilibrio economico-finanziario della concessione dell’impianto e la costituzione in mora.

La condotta del concedente, ovvero del Comune di Riccione, proprio nel periodo storico di maggiore difficoltà per i concessionari sportivi, determina la radicale impossibilità da parte del concessionario, ovvero della Asd Polisportiva Riccione, di poter adempiere alle obbligazioni assunte in convenzione e comporterà l’ormai prossima interruzione del pubblico servizio avendo, nei fatti, eliminato l’unica forma di sostentamento dell’impianto.

Giuseppe Solfrini
Presidente ASD Polisportiva Riccione