Riccione. Manifestazione a Roma pro animalista per chiedere pene più severe

Lug 10, 2017

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    Anche il Movimento Animalista dell’Emilia-Romagna – fra loro diverse persone da Riccione – ha partecipato, ieri pomeriggio, alla manifestazione nazionale indetta a Roma dalla Presidente, on. Michela Vittoria
    Brambilla, per chiedere pene più severe a carico di chi maltratta e uccide gli animali e per
    richiamare l’attenzione della pubblica opinione sull’emergenza randagismo, soprattutto al
    Sud.
    La responsabile regionale Avv. Erika Delbianco, alla testa di un gruppo di militanti
    della Regione, ha sfilato lungo via dei Fori Imperiali fino alla piazza della Madonna di
    Loreto, davanti alla colonna Traiana, dove circa duemila manifestanti hanno ascoltato
    l’intervento dell’ex ministro e degli altri oratori.
    “È stato motivo di grande orgoglio e grande emozione – ha spiegato l’Avv.
    Delbianco – poter partecipare alla prima manifestazione nazionale del Movimento che ha
    avuto come tema la violenza contro gli animali. Dobbiamo essere molto chiari: chi compie
    questi atti brutali contro i nostri amici animali deve andare in carcere!”.
    Tante bandiere e striscioni del Movimento Animalista e delle associazioni presenti,
    tanti slogan, tanta allegria nonostante il caldo estivo. Davanti ad una piazza gremita e
    coloratissima, l’ex Ministro è andata dritta al punto: “Gli aderenti al Movimento Animalista,
    gli esponenti delle associazioni, i volontari che oggi sono scesi in piazza – ha sottolineato –
    non si accontentano di scandire slogan, ma pongono una questione precisa: vogliono che
    l’attenzione agli animali e ai loro diritti entri nell’agenda di Governo e Parlamento e vi resti
    stabilmente, con una completa inversione di rotta rispetto alla sistematica politica di
    “distruzione” della protezione animale condotta dai governi Renzi e Renziloni. E quelli del
    Movimento Animalista non hanno più intenzione di delegare ad altri partiti la
    rappresentanza di questi temi, date l’incapacità e l’insensibilità dimostrate dalla politica. Per
    questo scendono in campo direttamente, per essere “le istituzioni”, per avere “gente
    propria” dentro i palazzi, a Roma come nei più piccoli Comuni italiani. Le priorità
    programmatiche del Movimento Animalista – ha proseguito – colmano oggettivamente un
    vuoto storico nel nostro panorama politico, che sotto gli ultimi governi è diventato
    imbarazzante”.
    Tra gli obiettivi, la riforma costituzionale, perché l’esigenza di una maggior tutela
    degli animali sia recepita al più alto livello, riconoscendo i nostri piccoli amici come esseri
    senzienti, l’inasprimento delle pene per chi li maltratta e li uccide, il divieto di sfruttarli a
    maggior ragione se questo avviene per divertimento o per alimentare l’industria del
    superfluo, la lotta al randagismo, il superamento dei divieti che limitano la libera
    circolazione con animali al seguito, l’introduzione di un sistema sanitario agevolato per
    pagare le cure veterinarie nelle famiglie meno abbienti.
    “Non è certo la prima volta – ha affermato l’on. Brambilla – che risuona lo slogan
    “Giustizia per tutti”. Ma è la prima volta che in quel “tutti” sono compresi gli animali. Sì,
    perché rendere giustizia è difficile in generale, difficilissimo quando si tratta di renderla agli
    animali. Sarà la crisi, saranno i tempi particolarmente difficili che viviamo, saranno le
    tensioni in una società in vorticoso cambiamento – sottolinea – sta di fatto che la violenza
    sugli animali è ormai diventata un’epidemia, tanto più subdola e virulenta quanto più appare
    oggetto di una frequente e interessata minimizzazione. “C’è ben altro… con quello che
    succede nel mondo… “: lo conosciamo tutti a memoria questo ritornello. Invece nessuno sa
    precisamente quanti animali sono abbandonati alla fame e alla sete, uccisi con polpette ai
    chiodi, impiccati, ammazzati a bastonate, bruciati, trucidati, massacrati. Storie di ordinaria
    follia. Così ordinaria che quasi ogni giorno abbiamo notizie del genere, ad ulteriore
    dimostrazione che i casi più eclatanti sono solo più eclatanti, non eccezionali”.
    “Perfino questo Parlamento, dominato da un partito anti-animalista, ha dovuto darsi
    una mossa”, ha proseguito l’ex Ministro. “E’ di pochi giorni fa la notizia che la
    Commissione Giustizia della Camera ha avviato in sede referente, con abbinamenti, l’esame
    di 7 proposte di legge sulla tutela penale e civile degli animali a mia prima firma, alcune
    presentate già all’inizio della legislatura, compresa la proposta che rivede in alcuni punti il
    codice penale e innalza le sanzioni per maltrattamento e uccisione di animali, quella che
    introduce l’aggravante per il furto di animali d’affezione, quella che tutela gli animali
    sequestrati. A queste sette proposte se n’è aggiunta, proprio l’altro ieri, un’ottava, che ho
    presentato per punire più duramente chi, dopo averli compiuti, divulga su internet atti di
    crudeltà contro gli animali e per consentire la rimozione di questi contenuti. Siamo quasi alla
    fine della legislatura, ma abbiamo ancora tempo, se c’è buona volontà da parte di tutti, per
    compiere un lavoro molto utile in un settore praticamente dimenticato. Poi ci penseremo
    noi del Movimento Animalista, nella prossima legislatura”.
    Poiché abbandono e possesso irresponsabile sono varianti del maltrattamento – ha
    concluso l’on. Brambilla – oggi parliamo anche di randagismo. Noi del Movimento
    Animalista siamo e saremo sempre in prima linea per richiamare le autorità al puntuale
    adempimento dei doveri loro imposti dalla legge: sappiamo bene che Comuni e Asl troppo
    spesso fanno finta di niente e che solo il meritorio lavoro delle associazioni impedisce che
    l’emergenza degeneri ulteriormente. La Lega italiana per la difesa degli animali e
    dell’ambiente, di cui sono fondatrice e presidente, ha deciso di puntare sulla sterilizzazione,
    istituendo la Task force “Stop al randagismo”, un’iniziativa senza precedenti per cui
    stanziamo una somma molto importante e interveniamo direttamente sterilizzando i randagi
    delle regioni del sud, dove il problema è più acuto e dove l’inadempienza delle istituzioni si
    fa maggiormente sentire”.

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