Riccione. NOI RICCIONESI: ”UN ATTACCO PRODITORIO E VILE QUELLO DEL PRESIDENTE LO MAGRO (Fameja Arciunesa)

Mag 21, 2017

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    Abbiamo appena letto la lettera con la quale, proditoriamente, il presidente della Fameja Arciunesa, Lo Magro, rivolge a “Renata” un attacco politico, usando le pagine del giornale dell’associazione che come tutti sanno vive del sostegno e del libero contributo dei cittadini Riccionesi, senza tessere ne’ appartenenza politiche. Un gesto vile e nello stesso tempo imbarazzante. Vile perché il presidente Lo Magro usa la sua carica e le pagine del giornale di un’associazione aperta alla solidarietà e lontana dalla politica, per manifestare il suo personale dissenso alla gestione amministrativa e politica di Renata Tosi. In piena campagna elettorale. Imbarazzante perché espone l’associazione tutta al rischio di una conflittualità interna che ne lede credibilità e prestigio. Relegandola a strumento di propaganda politica nel suo personale interesse. A beneficio delle forze politiche che vuole favorire. Il presidente Lo Magro per attaccare Renata Tosi e provare ad alimentare contro di lei il dissenso politico ed elettorale, ritorna polemicamente sulla richiesta dell’Amministrazione di far rispettare il regolamento comunale sull’occupazione degli spazi pubblici. Dimenticando che ha avuto più e più volte ampia possibilità, luogo e modo per manifestare la sua personale opinione e anche le sue rimostranze nei confronti della decisione dell’amministrazione comunale di far rispettare anche alla sua associazione un contratto, mai rispettato e per molti anni inevaso, e della decisione della intera Giunta Tosi di rivedere, ampliandone ed aprendola ad altre associazioni della città, la possibilità di trovare assistenza e sedi adeguate per esercitare la loro funzione e le loro attività culturali e solidaristiche. Lo Magro non ha accettato e ancora sembra non voler accettare chissà perché che anche la sua associazione debba rispettare i contratti, le norme e le regole di civile convivenza. Lo Magro da “babbo” saccente e permaloso si ritene sopra le parti, anzi manifesta un serio disappunto oltre che un grande fastidio per dover intrattenere normali rapporti contrattuali con l’amministrazione della sua città. Lo fa vantando meriti e privilegi che secondo lui gli sono ampiamente e assolutamente dovuti. A lui e alla sua associazione. Animato da un rancore personale perché gli e’ stato semplicemente e doverosamente chiesto così come è stato chiesto a tutte le altre associazioni di pagare un misero canone d’affitto dei locali che occupa da moltissimi anni, in un comodato d’uso che sembrava o doveva per lui essere una dotazione regale. Questa lettera è il peggior segno di speculazione politica, un esempio indicibile ed indecoroso di un’arroganza provinciale che mischia vecchi privilegi con i valori della solidarietà e del volontariato. Mettendo tutti gli associati alla Fameja Arciunesa di fronte ad un imbarazzante domanda: il loro contributo e’ destinato a sostenere una giusta e nobile causa o a dare aria e riconoscimento al prestigio politico del suo presidente?

    Noi Riccionesi

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