RICCIONE. Nota di Fratelli d’Italia sull’attacco di Noi Riccionesi ai danni di Gianni Indino

L’attacco che Noi Riccionesi ha sferrato ai danni di Indino lascia basiti, esterrefatti. Pare di sognare. Un’accusa rivolta a Indino a titolo personale, scrutando nei conti privati di un uomo che ricopre un incarico istituzionale e che quindi non si capisce perché venga criticato “perché sostenuto da…” o perché “percepisce 36000 euro l’anno” (ripetuto alla nausea da Noi Riccionesi senza scendere nel merito della questione Notte rosa).
Come Fratelli d’Italia ci dissociamo con vigore da queste valutazioni aggressive e inutili spese ai danni di Indino.
Purtroppo (o per fortuna) lo stile “non va a pile”. Chiedere il rispetto della buona creanza e del galateo a gente invidiosa che scaglia accuse in nome di uno stipendio è forse tempo sciupato.  Forse tutto ciò non merita l’attenzione che richiederebbe, col suo scalpore mediatico in nome dell’accusa “ma lui guadagna 36000 euro!”.
Ci daranno dei pedagoghi, gente che cerca di raddrizzare le gambe ai cani. Può darsi.
Farebbero bene però quelli di Noi riccionesi a ricordare le parole di Rene’ Descartes: “l’invidia è il senso dell’uguaglianza mal ripartito”.
Ma si sa. Appena si va sinistra, l’uguaglianza diventa un dogma magico e accecante.
Ufficio stampa FdI Riccione