RICCIONE. PIZZOLANTE (ALTERNATIVA POPOLARE) “BOSSI UN GIGANTE DELLA POLITICA”

Lug 11, 2017

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    Dalla pagina facebook dell’On. Sergio Pizzolante Vice Presidente del Gruppo parlamentare di Alternativa Popolare alla Camera dei Deputati

    Umberto Bossi. La condanna

    Quando entrai la prima volta in Parlamento, mi capito di incontrare in pochi minuti, nei primi minuti, due dei più grandi avversari( nemici) di Craxi. Di Pietro nei bagni, era il posto giusto per incontrarlo, Bossi in giardino. Bossi era già ferito nel fisico dalla grave malattia.

    Mentre nel caso dell’ex Pm fui preso dall’impeto di chiuderlo in un angolo per dargli un sacco di botte( è vero, lo confesso!), con Bossi il mio stato d’animo era un’altro. Un’istinto diverso che è difficile da descrivere.

    Di Pietro mi faceva l’impressione di un funzionario statale che aveva grandemente abusato del suo potere. Falso, violento, disumano. Con la toga sulle spalle e la scatola di scarpe piena di soldi. Bettino aveva la cancrena al piede e lui disse che era un foruncolo. Di Gardini disse che se l’avesse arrestato non sarebbe morto. E invece scelse di morire perché sapeva che l’avrebbe arrestato.

    Bossi no. Di Bossi mi arrivava addosso la grandezza di un gigante della politica. Il creatore della Lega e della questione settentrionale. Rude, certo, ma geniale. Aveva imposto al Paese la questione del federalismo. Mi capita spesso di fumare con lui un sigaro nel giardino. La malattia ha incrinato la fluidità della parola ma non ha oscurato la luce del ragionamento! Con una parola arriva al punto. Tu parli, lui ti guarda e a volte non serve nemmeno una parola, gli occhi ti dicono se stai affermando cose con un qualche senso logico. Poi fa le sue analisi. I tanti improvvisati, i politici del “nuovo modo di fare politica” non possono capire.

    Non capiranno mai l’abisso che c’è fra un Bettino Craxi, un Umberto Bossi e un Renzi o un Salvini. Non capiranno mai. Mi spiace per loro.

    Ieri ha subito una condanna. Sono fatti che seguono la sua malattia. La Lega si sarebbe fatta carico di pagargli alcune spese sanitarie e alcune ristrutturazioni delle sue due abitazioni. Questo amministratore, Belsito, sembra sia stato di maniche larghe anche con i figli. Può capitare che il rapporto fra un leader fondatore e il suo movimento, abbia confini, anche sulle questioni amministrative, non definiti. E il leader non è un ragioniere.

    Ma queste cose comunque succedevano dopo la gravissima malattia di Umberto. E sono sicuro che lo spirito di Bossi non era e non è truffaldino. Vedremo gli sviluppi. Vedremo, ma questa storia non toglie nulla alla grandezza del leader. Anzi, i commenti miserabili di Salvini, ne accrescono la statura. E i giornali che mettono in prima pagina la condanna di Bossi e ridono del Trota dovrebbero spiegare il silenzio sulle case di Di Pietro e sulla carriera del figlio. Intanto, per i mesi che mancano, non perderò mai un’occasione per fumare un sigaro con Bossi.

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