Riccione. Sabrina Vescovi: “Colonie private in degrado un danno d’immagine alla città, valutiamo azioni legali”

Mag 17, 2017

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    Braccia aperte al maxi progetto del Club del Sole anche tra gli operatori di spiaggia della zona sud. Ho avuto occasione di confrontarmi con alcuni di loro proprio ieri, per fare il punto sulle criticità ma anche le grosse potenzialità di quest’area, soprattutto in termini di destagionalizzazione. Una zona che per principio non può essere considerata periferia, per conformazione stessa di Riccione. Bagnini, ristoratori e baristi hanno ben chiaro che si tratterà di un investimento capace di innescare un’importante riqualificazione pubblico-privata. Un intervento strategico necessariamente da condividere con la prossima amministrazione, che, ribadisco, dovrà garantire anche la massima collaborazione per stringere sui tempi delle procedure.

    La nostra zona sud ha una vocazione naturale ad un tipo di vacanza più easy, una vacanza all’aria aperta, sportiva. Ma ci sono anche una serie di problemi da affrontare, sempre con grande realismo e concretezza. Qui ad esempio ha una sua logica salvaguardare i parcheggi a mare, lavorando però su una migliore connessione al resto della città, a partire da una pista ciclabile.

    Da affrontare anche il tema delle ex colonie in stato di abbandono, con l’avvicinarsi della stagione estiva sempre più dormitori di fortuna. Si tratta di strutture, proprietà private, che stanno letteralmente cadendo a pezzi, in qualche situazione un vero e proprio pericolo pubblico. Oltre ad intervenire con ordinanze contingibili e urgenti per riportarle ad un decoro urbano, con la prossima giunta andrà subito valutata un’azione legale per danno d’immagine alla città. Non possiamo più permetterci di dare l’idea di una Riccione in degrado, decadente.

    Quanto alla spiaggia in questa zona c’è poi la preoccupazione erosione. Gli interventi in corso tecnicamente non sono ancora qualificabili come opere di difese della costa, siamo piuttosto nella fase della sperimentazione, come confermato dagli esperti della materia nel corso del convegno a tema – “Barriere sommerse permeabili, nuove strategie per la difesa della costa”, organizzato dall’associazione Blennius – a cui ho partecipato qualche giorno fa. L’unica soluzione garantita, ad oggi, resta il ripascimento, che andrà programmato con la Regione in maniera sistematica. 

    C’è poi il tema del demanio antico. L’amministrazione Tosi ha commissionato una perizia per una valutazione che fosse funzionale alla possibilità di acquisito delle aree. In qualche caso si tratta di piccoli frustoli, in altri addirittura di estesi fronti di spiaggia. Comunque saltano fuori cifre fuori mercato. Un piccolo pezzetto di spiaggia dietro la cabina del bagnino può arrivare a costare 60-80mila euro… Su quella stima andranno fatti degli approfondimenti per arrivare a rivederla al ribasso. E’ interesse prima di tutto della città sbloccare situazioni che permettano una maggiore tranquillità a chi sulla spiaggia ha sempre investito.

    Anche nel confronto con gli operatori della zona sud è infine riemersa la richiesta di rivedere l’ultimo regolamento per la gestione dei servizi accessori in spiaggia, un tormentone ormai in città. Credo che quanto avvenuto qualche giorno fa, il lancio di pesce marcio contro la zona tavoli di un locale sulla spiaggia, sia un ulteriore segno dell’urgenza di riaprire il confronto con le categorie interessate e definire un nuovo disciplinare. Questo tipo di conflittualità non fa bene a Riccione.

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