Riccione. Settimana Rosa, Tosi: “Covid, rischio alto, vado dal ministro”

Il sindaco Tosi difende la sua comunità e ribadisce

“La mia una testimonianza che per Riccione 

la Notte Rosa andava rimandata” 

Il neo prefetto di Rimini, Giuseppe Forlenza, ha dato prova di saggezza e per questo lo ringrazio pubblicamente. Il prefetto ha indetto due riunioni in due giorni, segno che ha preso con il dovuto peso le problematiche prospettate dal Comune Riccione, legate alla Settimana Rosa. Due riunioni chieste dal Comune di Riccione e con cui ha ribadito la linea degli ultimi anni. La Notte Rosa – lo ribadiamo ancora una volta – quest’estate più che mai doveva essere rinviata. Della manifestazione nata come un prodotto turistico innovativo, per mettere a sistema la Romagna, non resta più nulla, se non un richiamo disordinato e fuorviante che in Riviera si fa casino per le strade, nei borghi, sui lungomari. Francamente sono anni che Riccione, i suoi cittadini e i suoi operatori economici, dicono che così non funziona più. All’inizio della stagione, quando l’assessore regionale al Turismo aveva fatto ventilare una sospensione della manifestazione, perché nell’estate del Covid tutto è cambiato, avevamo tirato un sospiro di sollievo. E invece, a mano a mano, la Notte Rosa è tornata addirittura per una settimana. Invito tutti, prefetto di Rimini in primis, a prendere nota di questa mia testimonianza che – girerò anche al ministro della Salute e all’assessore Regionale alla Sanità – la Notte Rosa andava rimandata al 2021. 

E per favore non chiamatelo evento. La Notte Rosa così come la comunica Destinazione Romagna non è un singolo evento controllabile e circoscritto. Non è un concerto in piazza con numero chiuso e stop. La Notte Rosa è un fiume di persone in strada, sui lungomari. Sono gli “shortini” acquistati ad 1 euro e bevuti in strada, passando da un locale all’altro, da Rimini a Riccione, fino all’alba. La Notte Rosa è il far casino attraversando la Riviera. Non è più neanche un richiamo turistico valido per tutta la Romagna, perché a distanza di tanti anni ha solo contenuti deteriorati. Un richiamo di massa che porta con sé pericoli di ordine pubblico e nell’estate del Covid, pericoli sanitari. Ripeto, questa mia posizione è la testimonianza chiara che la città di Riccione, i suoi cittadini e i suoi operatori la Notte Rosa quest’anno l’avrebbero evitata. A questo punto la città deve avere la possibilità di difendersi. Lo scorso anno sono scese alla stazione di Riccione, 40 mila persone tra il venerdì e il sabato della Notte Rosa. La sospensione della fermata di Riccione è un modo per difendersi dal caos impossibile da gestire. Tecnicamente si può fare, lo ribadisco e lo chiediamo: annullate la fermata dei mezzi pubblici su Riccione.

Per quanto riguarda l’ordine pubblico, ringrazio ancora una volta il prefetto perché richiederà l’invio di 40 uomini in più per le Forze dell’Ordine per Riccione. Ma allora perché non approntare anche un protocollo specifico per la Settimana Rosa, mettendo a riparo gli operatori e pubblici esercizi? Il nostro compito come amministratori pubblici è quello di prevenire criticità, cosa su cui abbiano lavorato per non mettere a rischio il resto della stagione per i nostri operatori.

Renata Tosi